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L’agricoltura piacentina, dai dati forniti dall’Amministrazione provinciale, manifesta palesemente un momento di particolare difficoltà legata, come facile immaginare, al momento economico particolarmente critico non solo per la filiera agroalimentare, ma per tutti i comparti produttivi a livello europeo e mondiale. I fatti sono ben noti a tutti, dalla crisi dei titoli sub prime americani, al crollo delle borse e delle economie mondiali, ai problemi già esistenti in precedenza e acuitisi dopo la bolla del 2008.
Ciononostante, alcuni dati paiono fortunatamente in lieve controtendenza e lo stato di salute dell’economia agricola del nostro territorio sembra manifestare leggeri segni di ripresa, anche se prudenzialmente potremmo definirla “stazionaria” o “in linea” con l’andamento dell’intera agricoltura nazionale.

UN’AGRICOLTURA VARIEGATA

Il comparto agricolo piacentino è caratterizzato da produzioni che rappresentano al meglio la composizione e  natura del territorio, così che possiamo definire un’agricoltura di pianura fino a 200 metri di altitudine, una di collina fino a 600 metri e una di montagna oltre i 600 metri.
Le coltivazioni caratteristiche della provincia sono rappresentate da colture erbacee cerealicole, cerealicolo-zootecniche, erbacee industriali, orticole e arboree.

Produzioni vegetali sul territorio piacentino nell'anno 2009 Produzioni vegetali sul territorio piacentino nell'anno 2009 Coltivazioni erbacee sul territorio piacentino nell'anno 2009 Coltivazioni erbacee sul territorio piacentino nell'anno 2009 Coltivazioni legnose sul territorio piacentino nell'anno 2009 Coltivazioni legnose sul territorio piacentino nell'anno 2009

La superficie agricola utilizzata (dati elaborati al 31/12/2009) indica che dei 120.845 ettari coltivati, circa 64.000 sono destinati a colture di cereali quali frumento (tenero e duro), mais, orzo, sorgo, avena e segale, mentre le colture industriali (barbabietola da zucchero, soia, colza e girasole) assorbono poco più di 3.600 ettari.

Le colture orticole nel loro insieme (industriali e da consumo fresco) occupano una superficie complessiva di circa 15.000 ettari con superfici anche in questo caso in contrazione ad eccezione del fagiolino e del fagiolo, dove si registra un lieve incremento della superficie coltivata. Le colture maggiormente rappresentate sono pomodoro da industria (che occupa una superficie di 11.000 ettari) seguito dal fagiolino e fagiolo (1.825 ettari) e da altre colture quali pisello, cipolla, aglio, pomodoro fresco, zucchino, zucca, melone, anguria e asparago. Quest’ultima è una coltura relativamente nuova per la nostra provincia (dal 2007 ad oggi si è arrivati a circa 20 ettari in produzione) e ha visto inoltre la costituzione di un Consorzio di valorizzazione che raccoglie già una decina di produttori.

Nel settore frutticolo la principale è senz’altro l’uva da vino (presente in tutte le nostre vallate) con una superficie complessiva di circa 6.400 ettari mentre altri 500 ettari sono destinati alla coltivazione di pesche, albicocche, mele, pere, ciliegie, susine e una modestissima parte (solo 25 ettari) all’olivo.
Storicamente l’olivo è stato presente nella nostra provincia fino alla caduta dell’Impero Romano e successivamente in epoca medioevale ha ripreso vitalità (antica “via dell’olio” e del “sale” dell’Appennino, in particolare tra le provincie di Parma e Piacenza). Da alcuni anni è stato riscoperto e reintrodotto grazie soprattutto ad alcune associazioni e privati che hanno ripreso la coltivazione e la produzione delle prime quantità di olio.

ZOOTECNIA

I dati elaborati dall’AUSL di Piacenza (riferiti all’anno 2009) e pubblicati dall’Amministrazione provinciale di Piacenza, indicano che il patrimonio zootecnico della nostra provincia ha subito una contrazione quantitativa (numero di allevamenti e capi allevati) negli ultimi 6 anni; oggi tale consistenza indica che gli allevamenti di bovini da carne si aggirano intorno ai 12.200 capi con una media di 18 capi per allevamento e una presenza complessiva di 668 allevamenti. Per gli allevamenti di bovini da latte il numero di capi in allevamento è di circa 66.000 con una media per allevamento di circa 150 capi distribuiti su 442 stalle complessivamente.
Per quanto riguarda invece la distribuzione sul territorio è da segnalare una maggiore consistenza di allevamenti di bovini da carne nella fascia collinare, dove sono presenti poco meno della metà del totale della provincia (304 allevamenti), mentre gli allevamenti da latte sono principalmente presenti in pianura (209) seguiti da quelli collina (173).

AGRICOLTURA BIOLOGICA

Altro aspetto interessante dell’agricoltura piacentina è stato senza dubbio il successo dell’agricoltura biologica (1997-2007 dati forniti dalla Regione Emilia-Romagna, D.G. Agricoltura - Servizio Valorizzazione delle Produzioni) nel cui ambito il numero di aziende è cresciuto da 130 a 359. Questa evoluzione è stata indubbiamente favorita sia dagli incentivi alla produzione che dai provvedimenti di politica agricola nazionale e comunitaria
messi a disposizione negli ultimi anni, per incentivare pratiche agricole sempre più
compatibili con l’ambiente. Contemporaneamente si è sviluppata una domanda significativa di questi prodotti da parte del consumatore e oggi la vera novità è che il consumo di prodotti biologici non è più un fenomeno di nicchia, ma ha conquistato una propria identità e una parte del mercato dei prodotti alimentari anche nel nostro territorio, con la nascita di organizzazioni e associazioni di produttori nonché di consorzi di valorizzazione e tutela di queste produzioni. In questo contesto si evidenzia come in collina e in montagna (aree anche di particolare criticità e svantaggiate) ci siano la maggioranza delle aziende agricole attive nella produzione bio.

INDUSTRIE DI TRASFORMAZIONE

I dati disponibili indicano che a livello industriale nella nostra provincia, le industrie di trasformazione e produzione agroalimentare, incidono per circa il 15% del totale manifatturiero e con circa il 13% della forza lavoro provinciale impiegata in questa settore. La diversificazione delle attività presenti, e con alcuni comparti leader (trasformazione
di carni, latte e ortofrutta), offre sul mercato un ventaglio di prodotti ampio e diversificato, in cui spiccano diversi prodotti DOP (Grana Padano, Provolone, Coppa Piacentina, Salame Piacentino, Pancetta Piacentina), i trasformati del pomodoro (in passato presenza molto significativa per il territorio). Da non dimenticare, nel settore delle bevande, il ruolo importante svolto dalle aziende vitivinicole (produttrici e trasformatrici) e delle cantine sociali e private.